Ma tu quanto fai di panca piana? Considerazioni sul carico sollevato in allenamento

E tu quanto fai di panca piana? Tutti prima o poi abbiamo risposto o fatto questa frequente domanda da spogliatoio.

Da sempre questo famoso esercizio per i pettorali è uno tra i più utilizzati e di conseguenza oggetto di paragone tra i “palestrati”.

Non sempre però sollevare più carico significa essere più forte o prestante.

Il discorso lo si deve estendere ovviamente a qualsiasi esercizio e riguarda fondamentalmente la sua esecuzione.

Talvolta, per soddisfare il proprio ego, si è portati ad utilizzare durante gli allenamenti un peso che il nostro fisico fatica a gestire.

Generalmente quando, di settimana in settimana, riusciamo a migliorare la quantità di kg utilizzati in un determinato esercizio è un indice positivo che ci aiuta a capire se la direzione verso la quale stiamo andando è quella giusta ma velocità, ROM (range of movement) e qualità dell’esecuzione possono influenzare notevolmente il carico utilizzato.  

Provate a fare 10 ripetizioni con un carico affaticante in maniera veloce senza preoccuparvi troppo del tempo impiegato per concluderle e poi provate a farne 10 con lo stesso peso ma più lentamente con 3” in eccentrica e 3” in concentrica per esempio. Quasi certamente non riuscirete a concludere le 10 ripetizioni prefissate poiché, a parità di carico, un TUT (time under tension) più lungo vi farà faticare decisamente di più.

Un altro parametro fondamentale è il tipo di contrazione muscolare ed il suo arco di movimento.

Spesso vedo nelle palestre esecuzioni a dir poco approssimative pur di riuscire a sollevare più peso utilizzando così un rom parziale.

Quando un movimento non viene completato in entrambi le fasi (concentrica ed eccentrica) per lunghi periodi, vengono alterate le caratteristiche morfologiche muscolo tendinee determinando un parziale allungamento dei tendini ed un notevole accorciamento del ventre muscolare aumentandone di molto la rigidità.

Non per ultima è da considerare la qualità del movimento.

Siete veramente sicuri di far lavorare correttamente un muscolo facendolo lavorare parzialmente e velocemente?

Percepire coscientemente il lavoro col giusto focus mentale sul muscolo interessato cambierà notevolmente la qualità della vostra esecuzione ed aumenterà sicuramente l’efficacia dello stesso evitando di coinvolgere inutilmente altri distretti muscolari.

Ma allora qual è la cosa più importante? La risposta giusta è: CONSAPEVOLEZZA!!

Esistono, infatti, metodiche di allenamento con ripetizioni lente o più veloci, con range di movimento ad ampiezza ridotta o esercizi esplosivi (sollevamenti olimpici) ma l’unica cosa importante rimane la consapevolezza e la conoscenza di ciò che si sta facendo in modo da poter adottare la strategia migliore in base agli obiettivi che ci si prefigge.

 

 

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